La festa de noantri


Roma. Piazza S. Maria in Trastevere. Festa de noantri.
Che faccio? Non vado quest’anno a vedere la festa più antica di Roma? Posso permettermi di non andare? No. Vado. Il caldo è così forte che sembra una persona fisica. Non andrò solo, andrò con lui.

La piazza è piena. C’è il palco. Le sedie previste sono tutte occupate. Tutti aspettano la musica. E dai. Sentirò un po’ di stornelli: semo romani, trasteverini; semo signori, senza quatrini. Già me la canto e me la sono. Invece no. Niente stornelli. E’ una serata che ricorda il folk-studio. Bene lo stesso. Bella musica e un po’ di storia.

Vedo una sedia libera. Mi infilo. Circondato. A destra signore anziane nordiche con il ventaglio. A sinistra invece un uomo di mezza età dall’aria romana verace. Camicia aperta. Capezza d’oro. Abbronzatura da terrazzo. Le signore col ventaglio sono una risorsa. Abbassano la temperatura di una decina di gradi. Speriamo bene. Non sembra proprio la festa tipica della romanità popolare. Non sembra nemmeno Roma. Più Africa. Vabbè aspettiamo. Dietro di me un  giovane nordafricano che parla con un anziano enorme. Centoventi chili. Minimo. Forse il badante con il badato. Forse però.

   ‘Angela n’è così come loro’, dice il nordafricano in un romano malriuscito.
‘No Angela no e tutta un’altra cosa’, risponde l’anziano.
‘Angela se può fare na cosa pe n’altro la fa. E’ ‘mpo rompicojoni però è brava’
‘Si è ‘mpo rompicojoni, ma invita sempre a casa sua tutti quanti’
‘Ma a casa a Tastevere è sua?’
‘No è in affitto. E’ una casa popolare. Lei ha casa in Sardegna e in Sicilia. Ci sei stato no?’

Hai capito Angela, penso. La casa popolare a Trastevere e poi due case nel regno borbonico.

   ‘E come nun ce so stato. M’ha invitato Angela. Nun è come l’altre lei E’ un po’ rompicojoni, te l’ho detto, ma è brava’
‘Si si, per esse rompicojoni è rompicojoni, però è brava’.

Continuano. Ancora non è iniziata la musica. La smetteranno di chiacchierare quando inizierà la musica? Ma si, penso di sì. Le signore col ventaglio del sud Tirolo. Il nord-africano con il badato. La musica spiritual del folk-studio. Il caldo africano. Siamo sicuri di essere a Roma?

   ‘Ma a chi a lascia la casa Angela? Alla Chiesa? Ma se po’ lascià qualcosa a Chiesa? Io no gli lascerei niente a Chiesa’, dice la voce del Maghreb.

E ce credo, sei islamico, mi verrebbe da aggiungere. Intanto inizia la musica. Loro però continuano.

   ‘Speriamo tra cento anni è! Speriamo che muore tra cento anni. Però non credo che lascia niente alla Chiesa. Non è credente. La lascia a qualche amico’
‘Pe carità. Tra cento anni. Aò diglie che io so straniero, ma so bravo è. Angela o sa che glie voglio bene. E’ na rompicojoni, ma è brava.’
‘Ah si, che è na rompicojoni è vero. Brava, ma rompicojoni’

Si gira di scatto verso di loro il romano verace a fianco a me.

   ‘Aò, sta Angela sarà pure na rompicojoni, ma pure voi due mica scherzate!’

Ho la conferma. Siamo a Roma. Festa de noantri.

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