L’esame con Paratore


Stavo ripensando al mio esame di geografia all’università La Sapienza di Roma, con il fu preside di Lettere e Filosofia, Emanuele Paratore. Noto avversario dei movimenti studenteschi. La sua battaglia personale contro gli studenti che avevano l’ardire di reclamare un’università pubblica riempì le pagine dei giornali per tutti gli anni in cui durò la sua carica di Preside.

Quando dovetti sostenere l’esame con lui, nel 1994, mi riconobbe subito. D’altronde solo quattro anni prima, durante il movimento della Pantera, mi aveva visto per quattro mesi sempre con la telecamera in spalla.

Filmavo ogni accadimento di rivolta e l’esimio sapeva di essere uno degli ‘attori’ principali dei filmati.

Era lo stesso periodo in cui il commissario di polizia mi chiamava per nome:

   – Carmelo filma tutto mi raccomando, che poi quei filmati ci saranno utili -, era solito dirmi quasi ogni mattina.

Ricordo che del programma di geografia da portare all’esame, mi aveva fatto sorridere la definizione di ‘centro abitato’: “per definire un luogo ‘centro abitato’ è necessario che ci siano almeno una caserma dei carabinieri e una chiesa“. Nel libro era scritto proprio così.

Iniziai l’esame. Dopo un po’ di battute a carattere politico, il Paratore figlio (di cotanto latinista latinorum padre), prese ad interrogarmi.

Non fu per niente clemente. Cercò di prendermi in castagna in tutti i modi, ma non riuscì ad avere la meglio. Mi ero preparato molto bene, proprio perché temevo un’imboscata da parte sua.

Andai discretamente. Non benissimo, ma neppure malvagiamente.

Fin quando non mi fece la fatidica domanda delle cento pistole. Mi chiese la definizione di ‘centro abitato’.

Memore del quarto d’ora iniziale, in cui mi aveva fatto sentire, sia pure bonariamente, come se stessi in un commissariato, citando tutti gli episodi a lui sgraditi dell’occupazione ed accostandomi ad ognuno dei gruppi dell'”anarco-insurrezionalismo” dell’epoca, mi presi la mia bella rivincita.

Cominciai ad esporre:

   – Dicesi centro abitato quel luogo geografico dove sono presenti perlomeno una chiesa, una caserma dei carabinieri – feci una breve pausa sui carabinieri, in modo da farlo ringalluzzire e subito dopo seguitai- e, naturalmente, un centro sociale –

Sul momento sbiancò. Poi sorrise. Subito dopo cancellò l’accenno di risata con un breve colpo di tosse. Come a sistemarsi un’imbarazzante raucedine.

Il mio esame finì li. La spuntai. Promosso.

Sia pure con il voto più basso della mia carriera universitaria.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...