Verranno al contrattacco, ma intanto, adesso…


Al primo piano dell’appartamento di fronte, è arrivata una nuova affittuaria.

E’ una ragazza giovane. Capelli verso l’alto come dopo una scossa elettrica. Forse non è italiana. Credo sia tedesca. Ama vestirsi con indumenti dark minimali che segnalano l’intenzione di sconfinare nell’erotismo. Indossa canottierine appena accennate, che ce la mettono tutta per allungarsi quel tanto che basta, a nascondere le parti del corpo che non spetta alle canottiere coprire. Le bretelline spesso rifiutano di fare questo surplus di lavoro e si sfilano dalle spalle come a segnalare un loro uso improprio.

Credo abbia una concentrazione molto alta di piercing sul naso. Non appena un raggio di sole passa sul suo balcone riflette una luce accecante che scoraggia anche occhi impertinenti come i miei, che pure mai vorrebbero staccarsi dallo spettacolo.

Quando è a casa, la finestra è sempre aperta. Il balcone è l’unico luogo dell’appartamento che sembra vivere realmente. Si potrebbe pensare che abbia affittato solo quello. Che nel contratto abbia dovuto rinunciare all’uso del resto della casa.

E’ decisa. Si muove militarmente. Già dalle otto della mattina si accanisce su materassi, lenzuola e cuscino, con un battipanni artigianale. Come se stesse picchiando il suo nemico più infimo. Che so, un fascista, o un poliziotto dei reparti anti-sommossa. Mentre picchia ogni cosa che è riconducibile al suo letto, escono dalla casa suoni micidiali ad un volume certamente più alto di quello normalmente udibile dalle frequenze dell’orecchio umano.

E’ musica rap, ma posso intuirlo forse solo io, che per molto tempo ho ascoltato questo genere. Indistinguibili però i cantanti e le parole.

Il fatto di vivere l’appartamento come un centro sociale abitato da una sola persona, comincia a suscitare le critiche degli altri abitanti del palazzo. L’età media dello stabile è di anni settanta. 

   – Mi sa che è una black block -, diceva l’altro giorno una vecchina dal fruttivendolo.

Bonariamente, ma con gli occhi di chi era stata svegliata dai rappers del suo stereo, almeno tre o quattro volte nell’ultima settimana.

Temo fortemente uno sgombero.

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