Obelix


Mi è tornato in mente un episodio di questa estate. In piscina. 6 euro, mezza giornata. Un po’ antipatico il bagnino. Attaccato ai soldi. L’aria da fanatico. Comunque entro. Ne vale la pena. Sono praticamente solo. Dopo il bagno mi sdraio a prendere il sole. Credo di essermi persino addormentato. “Splashhhh”. Vengo svegliato dal tuffo di qualcuno. Un rumore spropositato. Un boato. Mi tiro su e cer

co di capire cosa succede. All’inizio non credo ai miei occhi. Davanti a me faceva il bagnetto un ciclope di circa due metri. Capelli lunghi. Biondi. Pizzetto. Tutto tatuato. Orecchini a candelabro che scendevano dalle orecchie. Mastodontico. Terribilmente grasso, ma in ogni parte del corpo. Quindi imponente. Enorme. ‘E chi è questo?’ – mi chiedo, ‘E’ Obelix!’. Proprio quando mi andavo convincendo dell’eccezionalità di una cosa del genere, sento qualcuno che si rivolge a lui in tedesco dall’altro lato della piscina. Alzo lo sguardo e vedo un suo sosia. Un amico. Ciò che credevo irripetibile si era già ripetuto. Si tuffa anche l’altro. Un nuovo boato. In due riempivano la piscina. Ad attenderli fuori, due motociclette modello custom. Dovevano essere i componenti di una di quelle bande di motociclisti che attraversano l’Europa alla easy rider. 8.000 chilometri in un mese per finire proprio nella mia stessa piscina. Come vogliamo chiamarla? Coincidenza? Sfiga? I due sono rimasti nell’acqua per quasi un’ora. Persino una balena avrebbe sentito il bisogno di uscire a prendere aria. Per un’ora dalla piscina venivano su schizzi, risate e frasi in tedesco. Come se stessimo a Berlino nel 1930, prima di un discorso di Hitler. Schizzavano come motoscafi. Non credo lo facessero apposta. Era proprio inevitabile. ‘Che faccio? Litigo? Vabbè, ma perchè suicidarmi in un modo così insolito. Non mi sembra questo il momento adatto per morire’, rispondo a me stesso.
Così do’ un occhiata al bagnino che faceva tanto il fico e che batteva cassa all’entrata. Faceva finta di niente. Decido di andarmene, tanto il bagno l’ho fatto e il sole l’ho preso; ma prima voglio scambiare due parole con lui. Mi alzo e lo raggiungo.
‘Dimmi un po’, ma hanno pagato sei euro anche loro?’
‘Si’
‘E ti sembra giusto che io paghi la stessa cifra di due montagne del genere? Mica occupiamo lo stesso spazio!’
‘In effetti’
‘Adesso vai li e gli dici che sono due stronzi perchè stanno schizzando dappertutto’
Lo vedo sbiancare nel volto.
‘Dai scherzo. Pure tu hai diritto di vivere’

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