Di come Pedro mi fece pipì su una gamba


Che Pedro fosse un tantino stronzo lo avevo capito subito. Da quando mi ha accolto impedendomi di raggiungere il cancello dove abita un amico che ero andato a trovare. Se il cane è il migliore amico dell’uomo, non può avventarsi contro l’unico essere umano che arriva dopo un mese di solitudine assoluta a calcare la via disabitata che porta a quel cancello. Semmai dovrebbe accoglierlo con un tremol

io forsennato della coda. Come a dire.
‘Grazie, migliore amico mio, che sei venuto in queste lande dimenticate da Dio e dagli uomini’
Anche se passa davanti alla casa dei suoi padroni. Lo so, ci metto del mio. L’odio che ho per chiunque abbia padroni. Sia esso cane o persona. Un conto è un cane, un conto è un cane con un padrone. Non sono la stessa cosa. Insomma arrivo in questa strada dimenticata dalle cartine geografiche e vado verso il cancello. Non faccio nemmeno caso al fatto che ci sia lui. Procedo. Abbaia un po’ troppo, ma so cosa fare in questi casi. Sorrido, lo carezzo, gli voglio bene. Poi è piccolino.
‘Mica vorrà fare lo stronzo?’, mi dico. Invece si.
E’ avvelenato. Mi ringhia. Abbaia in modo rabbioso. Insomma, mi provoca. Tra l’altro non se lo può permettere. Non è un pastore tedesco, né un pastore anglicano, eppure insiste. Ho uno di quei momenti in cui sto per reagire. Mi capita. Con i cani e con le persone. Per un attimo vedo un mio calcio che parte e lui che vola sul tetto della sua casa adorata, entra dal comignolo e scende dal camino come la befana. Vedo il suo funerale. Ma posso reagire in questo modo? No. Allora desisto momentaneamente e torno indietro. Tanto lo so. Io e i cani ci capiamo. So che ha percepito netto il pericolo. Non il pericolo per la casa, ma proprio il pericolo per lui. Infatti finisce presto la recita e si incammina con la coda tra le gambe dentro la sua casetta. Avrebbe potuto scodinzolarla la coda e non lo ha fatto. Peggio per lui. Ha preferito recitare la parte del pit bull e ora si rende conto di aver fatto la pipì fuori da vaso, come si dice. Ma lasciamo stare questo modo di dire che poi ci torniamo. Dunque, emette due lamenti, rimbalza un pò da una porta all’altra e poi evita di morire rientrando a casa. A quel punto riprendo il cammino e vado dal mio amico senza resistenze da parte dell’improbabile guardiano. Entro e ne parlo al mio amico.
‘C’è un cagnetto particolarmente stronzo qui sotto’
‘Ma chi Pedro? Ma quello è buono. Non fa male a una mosca’
‘No, ma io non dicevo per me, dicevo per lui. Ha rischiato grosso’
‘Ma no è un’anima santa’
Vabbè mi sarò sbagliato. Parliamo d’altro per un bel pò.
Poi usciamo. Di Pedro neanche l’ombra. Scomparso. Poi torniamo e insieme ai padroni di Pedro ricompare anche quello stronzo di Pedro che rimbalza come un cretino sul cancelletto dell’abitato.
Come spesso mi capita sono incauto. Lo stimolo con qualche battutina.
‘Pedro che fai? Adesso mi riconosci, mi vuoi bene? Vedo che scodinzoli’
Il padrone sorride, il figlio del padrone apre il cancelletto e Pedro come un razzo corre a farmi le feste, si fa carezzare un po’, ma lo vedo sempre un po’ strano. Non sincero. Ancora impaurito, ma senza volerlo ammettere fino in fondo. Va via. Poi ritorna veloce e tacchete. E’ un attimo. Alza la gambina e mi spruzza una pisciatina sul pantalone. Di un giallo che sembra vernice. Poi scompare. Con la protezione del padrone che ora fa la recita dell’uomo costernato, così come il suo cane aveva recitato la parte del cane da guardia.
‘Oddio mi scusi, non l’ha mai fatto. Non capisco. Vado a prenderle uno straccio’. Poi torna. ‘Davvero non l’ha mai fatto. Non capisco’
Nel frattempo lo smentisce il pargolo, bocca della verità, da dietro il cancello, come spesso avviene.
‘Non è vero papà, lo ha fatto anche con un’altra signora, ricordi?’.
Il padre lo guarda in cagnesco, appunto.
Mentre mi pulisce i pantaloni penso.
‘Caro Pedro, tu sei proprio uno stronzo. E io gli stronzi li riconosco subito, a qualsiasi specie animale appartengano, umana o canina’.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...